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28 maggio 2003


Morte di Luciano Berio: il ricordo di Roberto Cotroneo

Ciao Maestro
E' morto Luciano Berio. Non lo vedevo da un paio d'anni. L'ultima volta nel suo ufficio, al conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Non ci ero mai stato, lui mi fece entrare, e con l'entusiasmo suo, che lo faceva sembrare un ragazzo che aderiva al mondo come nessun altro, mi indicò un grande pianoforte a coda in fondo alla stanza. Un pianoforte ottocentesco. "Questo devi vederlo", mi disse: "sai che era il pianoforte di Franz Listz? Ma non lo puoi suonare però". Luciano Berio era un uomo vulcanico, entusiasta, coltissimo, affettuoso. Attentissimo a tutto, gentilissimo. Ricordo la prova di una sua composizione con un orchestra di giovani di Ravenna al teatro Olimpico di Roma. In sala eravamo solo io e lui. E mentre i ragazzi suonavano una partitura di grande difficoltà (le partiture di Luciano Berio sono sempre state difficili), mi ripeteva sottovoce, con ammirazione: "questi ragazzi sono bravissimi". Ogni volta che interveniva sembrava un maieuta, un padre attento a tirare fuori il meglio da ogni singolo strumento. Era ed è uno dei più grandi compositori al mondo, ma non aveva nulla dei vezzi, delle nevrosi degli artisti, degli scrittori e dei musicisti. Gli devo molto. Quando scrissi il mio primo romanzo, "Presto con fuoco", dedicato alla musica di Chopin, si offrì di leggere il manoscritto e di darmi dei consigli. Gli inviai il manoscritto e lo lesse in soli due giorni. Mi telefonò. Aveva preso appunti precisi. Mi diede suggerimenti preziosi, trasmettendomi un entusiasmo di cui gli sarò sempre grato. Da oggi siamo tutti più poveri. Ciao Maestro.
(Cottron Club)




permalink | inviato da il 28/5/2003 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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