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10 giugno 2003


Estromissione e Liberazione

 

Manca solo un nome. Di nomi, stavolta, Piero Ottone ne fa tanti, nella sua ricostruzione su Repubblica della «lunga storia d’assalti alla libertà di stampa». Ma manca un nome, per di più un nome molto importante. Parla della tormentata storia del Corriere della Sera e dei suoi rapporti con il potere politico, da Luigi Albertini, costretto ad andarsene per ordine di Mussolini, fino all’avvento degli editori Crespi, le pressioni di Cefis, il terremoto della P2, l’estromissione di Rizzoli, le ambizioni di Craxi, le mire di Berlusconi. Ma manca un nome. E’ lungo l’elenco dei nomi di giornalisti che nel tempo sono andati via dal Corriere. Ottone è molto minuzioso e preciso, peccato che ne ne ometta uno. Quello di Indro Montanelli il quale, appunto, con la direzione di Ottone al Corriere, fu costretto a lasciare via Solferino. Questo nome Ottone non lo fa. Come accadde quella volta che Montanelli fu gambizzato a Milano dalle Brigate Rosse e nel titolo del Corriere si accennò a un «giornalista» senza menzionarne le generalità: Indro Montanelli da Fucecchio. Quel nome non c’era. Quel nome non c’è. Corsi e ricorsi della storia. E dell’autocensura?


Pierluigi Battista, La Stampa





permalink | inviato da il 10/6/2003 alle 11:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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