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celine [ Noi non cambiamo mai! Né calzini, né padrone, né opinioni, oppure cambiamo troppo tardi, quando non ne vale più la pena ]
 


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12 giugno 2003


Il "coraggio" di Piero Ottone (4)

Pensai, pensammo, che prima di andarsene, data anche l'importanza dell'argomento, avrebbe dato un'occhiata a quei titoli - l'attentato era l'apertura della prima -, avrebbe suggerito modifiche o li avrebbe approvati. Lo incrociai poco dopo nel corridoio mentre era sulla sommità dello scalone d'uscita. Accanto a lui c'erano Tito e Ramadoro che gli mostravano i fogli con le mie proposte di titolo. Assistetti da vicino al conciliabolo: Ottone voleva scappare via, aveva una grande fretta, si capiva perfettamente che non voleva occuparsi della faccenda e passare tutte le responsabilità su Tito. "Pensateci voi", disse. Non diede nemmeno un'occhiata. Ramadoro rimase lì stupefatto, Michele Tito accompagnò il direttore giù per le scale. Non so che cosa si siano detti in quel breve tragitto, prima di salutarsi. Pensai che in quei brevi istanti Tito fosse finalmente riuscito ad avere le tanto attese disposizioni del direttore. Forse fu così, forse arrivò in quel momento l’ordine fatale: “Niente nome di Montanelli...”. O forse mi sbaglio e non ci furono disposizioni esplicite..
Tito risalì con quei miei fogli e si chiuse nella sua stanza. Ne uscì mezzora dopo, per venire, insieme a Ramadoro, verso il settore dov’era Galimberti. Il mio capo mi consegnò uno solo dei miei fogli con le numerose correzioni del vicedirettore e un po’ di cenere della sua sigaretta. Cercai di decrittare le sue annotazioni. Misi tutto in bella copia, ma ero incredulo e dissi a Galimberti: "Galimba, ma qui non c'è più il nome di Montanelli. Si sono sbagliati, si sono dimenticati?".
Galimberti, da quel grande professionista che è, diede un'occhiata, controllò l'originale, sgranò gli occhi e corse subito di là. Ci furono altri lunghi conciliaboli, poi tornò: "Dicono che va bene così, non è una dimenticanza, vogliono che il titolo sia quello che hanno deciso. Niente nome di Montanelli". Poco dopo Tito e Ramadoro ritornarono sui loro passi verso di noi. Evidentemente Galimberti li aveva convinti che si stava commettendo un errore. Il vicedirettore aveva le dita ingiallite dalla nicotina, quella sera fumò più che mai, e ancor più nervosamente. Riprese quel foglio messo in bella copia, mi disse di lavorarci ancora su. Chiesi: "Ma il nome di Montanelli lo posso mettere o no?". "Adesso vediamo".




permalink | inviato da il 12/6/2003 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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