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12 giugno 2003


Il "coraggio" di Piero Ottone (5)


Ramadoro si fermò e ci fece capire che cosa stava accadendo: Tito non riusciva a rintracciare il direttore. Voleva parlargli e farlo ragionare. Segno che quella disposizione era stata impartita in quel breve conciliabolo sulle scale e Tito cercava ora di farla revocare? In parole povere, tutto questo significa che Ottone prima di andarsene aveva davvero dato l'ordine fatale? Oppure, forse, aveva solo fatto capire, con quel suo modo inconfondibile e mellifluo, quali fossero i suoi desideri? Michele Tito interpretò male o compì quello che si chiama un peccato di eccesso di zelo? Oppure ubbidì a un ordine preciso? Certo sapeva bene come Ottonela pensasse su Montanelli, e forse - in assenza di istruzioni precise - decise che il male minore fosse quello di esaudire le attese del direttore piuttosto che evitare di commettere un errore giornalisticamente macroscopico. Lo spazio bianco nella prima pagina rimase bianco fino a tardi.
Galimberti, Ramadoro, tutti noi eravamo allibiti e increduli, ma non avevamo il potere di prendere iniziative personali. Una catena di comando funziona solo se le gerarchie vengono rispettate. E questa è una regola-chiave soprattutto nei giornali. Quel titolo venne alla fine composto e collocato in pagina. Quando la bozza della prima fu pronta, Ramadoro, Galimberti e io la portammo da Tito. Lui rimase solo, a contemplare il lavoro. Era affranto, si capiva benissimo che da ore si stava macerando su quella scelta. Chiese alla segreteria di cercargli per l'ennesima volta Ottone . Rimanemmo lì ad aspettare. Non lo trovarono, o forse non si fece trovare. Tito alla fine diede l'OK per quel titolo vergognoso. Credo che anche lui si stesse vergognando di quello che gli toccava fare. Ma non era solo colpa sua.
Quella sera imparai una grande lezione al contrario: quando hai un incarico devi assumerti fino in fondo le responsabilità che ne conseguono. Non devi lasciare il cerino in mano ai tuoi sottoposti e scappare via, in modo da potere - il giorno dopo -lavartene le mani e scaricare la colpa sugli altri. Ciao, caro Indro. Sono certo che da lassù te la ridi beffardo leggendo queste cose sul tuo vecchio amico Piero Ottone.

Gigi Moncalvo




permalink | inviato da il 12/6/2003 alle 19:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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