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17 giugno 2003


Lupisgate (4)

Il caso Mauro diventa international e a causa del direttore di Repubblica (Rep.) continuiamo a farci riconoscere all'estero. Il Guardian di Londra, bibbia del giornalismo dell'eurosinistra e modello mai raggiunto dal tabloid italiano che di nome fa Rep., ha scritto un articolo sul "piccolo caso New York Times" che sta vivendo il quotidiano debenedettiano. L'articolo del Guardian si può trovare on line sul sito internet.
Ecco che cosa scrive il corrispondente dall'Italia, Philip Willan, in un articolo che per metà è sull'esito delle elezioni amministrative italiane e per l'altra sul caso del corrispondente di Rep. da Hong Kong, Marco Lupis (nome completo: Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita; referenze: Rudy De Benedetti), accusato di aver rubato un reportage a una giornalista olandese (e di molte altre cose inventate).
"Uno dei principali giornali d'opposizione, il quotidiano romano Repubblica, sembra che in questo momento stia vivendo un suo piccolo caso Jayson Blair. Secondo il piccolo quotidiano milanese il Foglio, che è controllato dalla moglie di Berlusconi, il corrispondente da Hong Kong di Repubblica, Marco Lupis, ha recentemente scopiazzato un articolo da una giornalista della televisione olandese. E, scrive il Foglio, la versione italiana era disseminata di errori. Marije Vlaskamp, i cui capi stanno considerando una azione legale contro La Repubblica, ha detto al Foglio che per il suo reportage ci sono voluti mesi di preparazione e che è stato rubato e distorto dal suo collega italiano. 'Rubare un servizio e poi riempirlo di errori e inesattezze è così contrario all'etica giornalistica da danneggiare la nostra intera professione', ha detto al giornale. La Repubblica non ha immediatamente risposto alle accuse del Foglio, e poche persone si aspettano che pubblichi quattro pagine di scuse seguendo l'esempio del New York Times".
Questo il Guardian, che non si aspetta dunque che il tabloid alle vongole chieda scusa ai lettori. Rep. non è il New York Times e la correttezza dei giornali italiani è quella che è.

Anche l'Associated Press Tn farà causa?
Sembra incredibile ma sono passati 23 giorni da quando è stato scoperto il plagio cinese di Lupis. Ed Ezio Mauro è a conoscenza da dieci giorni del fatto che la televisione pubblica e il secondo quotidiano olandese lo quereleranno. Da oggi saprà che anche la Associated Press television, su richiesta della tv e del giornale olandese, sta considerando l'ipotesi di portare i republicones in tribunale. L'Aptn, infatti, aveva fornito una sua troupe alla tv olandese per girare il reportage all'ospedale di Kaifeng sulle due donne accusatrici di Falun Gong. I lettori di Rep., grazie alla coppia Mauro-Lupis, sanno però che quello non era un ospedale ma un supercarcere, che la città non era Kaifeng ma una inesistente Kaigeng, che le due donne erano un uomo e una donna, che i due accusatori erano seguaci di Falun Gong e così via.
Lupis al Foglio aveva detto di essere andato nella provincia dello Henan con un cameramen della Aptn, e alla Rai (Lupis collabora anche per i tg pubblici) ha inviato le immagini Aptn disponibili in rete. Ma l'Aptn in Henan c'è andata soltanto con la giornalista olandese. E ora, secondo quanto risulta al Foglio da fonti olandesi, anche la tv americana sta valutando l'ipotesi di aggiungersi al giornale di Rotterdam e alla tv di Amsterdam in questa clamorosa azione giudiziaria contro Rep. che gli avvocati stanno preparando con cura maniacale.
Rep. però tace. Il direttore Ezio Mauro, tra l'altro, delle malefatte del suo corrispondente sapeva da molti mesi, come documentato da una lettera pubblicata sul Foglio, e da lui cestinata, della sinologa Maria Rita Masci, vittima di un altro plagio (Lupis le rubò la storia contenuta in suo libro del 1989 e la spacciò come nuova). Rep. aveva ricevuto anche altre lettere, ma le ha sempre censurate. A Red. Corr. risultano anche molte altre segnalazioni inviate a Rep. dall'Estremo Oriente a proposito dell'inaccuratezza degli articoli di Lupis sulla Sars. Eppure zero. Rep. continua a non dire niente. Omertà, presa in giro dei lettori, mancato rispetto della professione e arroganza editoriale. Per Red. Corr. è entusiasmante, ogni giorno di insabbiamento che passa dimostra che l'idea di recensire le bizzarrie dei republicones era azzeccata. Tra l'altro, che fa il garante del lettore? Dov'è finito il custode del giornalismo british, Piero Ottone? Sta garantendo o sta cazzando la scotta? E l'umoralista Michele Serra non ha niente da dire sulla differenza antropologica tra Lupis e Jayson Blair? Zitto pure lui? Miriam Mafai, Mario Pirani, Bernardo Valli: e voi? Niente? (continua)




permalink | inviato da il 17/6/2003 alle 16:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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