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15 luglio 2003


Paolo Mieli vs Enrico Deaglio

Lei, , caro Mieli, mi ha chiesto gentilmente di comunicare ai lettori di Diario che la previsione pubblicata sul settimanale nel marzo scorso sulla guerra in Iraq («centomila morti al minimo, quattrocentomila al peggio») era infondata. Lo faccio volentieri. Ricordo però che si trattava di un'elaborazione matematica basata sull'assunto di una guerra di 54 settimane, uso di armi chimiche, difesa di Bagdad, tutte cose che allora erano date per possibili, se non probabili. Come si sa, la guerra ha avuto un andamento molto diverso (..) Per quanto riguarda Cassandra, che lei identifica come una antipatica profetessa di sventure («Le moltissime Cassandre italiane che si avventurarono nella profezia vietnamita»), quella giovane principessa troiana in realtà ebbe sempre ragione: non approvò la permanenza di Elena a Troia e supplicò i concittadini di non fare entrare il cavallo in città. Io la chiamerei per un briefing alla Casa Bianca, la Cassandra. Ma la Condoleezza Rice non vuole, le sta antipatica.
Enrico Deaglio - Milano

Caro Deaglio, la ringrazio per la sua messa a punto in merito alla (errata ancorché assai diffusa) previsione di un Vietnam iracheno. Lei dice che l’ «elaborazione matematica», invero assai pessimista, delle Cassandre collaboratrici del Diario si basava sulla previsione di un conflitto della durata di 54 settimane. Ma l’amministrazione Bush aveva annunciato che la guerra si sarebbe protratta per un lasso di tempo che andava da un minimo di tre settimane a tre mesi. Che senso aveva, allora, far calcoli su un periodo di oltre un anno? In base a quella logica, si sarebbe potuto prefigurare un confronto armato di 540 settimane e prospettare un lutto di tre o quattro milioni di morti. O di 5.400 settimane e prevedere morti nell’ordine delle decine di milioni...
Quanto al resto, Barbara Spinelli, pur ipercritica nei confronti di Bush, ha scritto che « è vero, le armi di distruzione di massa non sono state scoperte in Iraq, ma in cambio sono state trovate le fosse di distruzione di massa». E in effetti sono state rinvenute sessantacinque «fosse di distruzione di massa» con i resti di oltre trecentomila oppositori di Saddam Hussein (eccoli qui i morti a centinaia di migliaia).
(...) Sulla Cassandra di Omero, Eschilo e Virgilio (ma solo su quella), invece, sono d’accordo con lei.




permalink | inviato da il 15/7/2003 alle 20:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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