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celine [ Noi non cambiamo mai! Né calzini, né padrone, né opinioni, oppure cambiamo troppo tardi, quando non ne vale più la pena ]
 


Blog dall'aggiornamento saltuario per avvenuta seconda paternità del titolare. 



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9 novembre 2003


Andrea's version

“Com’è possibile che la parlamentare Carlucci faccia pubblicità alle pentole?”. Michele Serra questa volta ha ragione, ci uniamo perciò a lui e chiediamo: già, com’è possibile? Una parlamentare che pubblicizza i tegami. E’ un dito ficcato in un occhio. Montecitorio e la cottura a vapore, la Democrazia e l’antiaderente, due Camere importanti con cucina? Diciamocelo: non è di simili pendant che ha bisogno il paese. Suona empio, irriverente. Facciamo blasfemo? Blasfemo. E magari grottesco. La deputata Carlucci, sacra vestale della sapienza di Forza Italia, slanciata custode della sua slanciata cultura, che reclamizza le virtù della pignatta tal dei tali. Beh, c’è di meglio. Ma cosa vuol farci, caro Serra. Lei fa benissimo a sperare che la gente faccia argine a questo segno dei tempi, e allo sbraco definitivo. Pensi tra l’altro, corrucciato amico, quanto ha ragione. E come è caduto in basso il Parlamento: mentre l’onorevole Carlucci, della maggioranza, reclamizzava quelle sue pentole, un chiaro collega dell’opposizione, con la ditta a Palermo, pensava a nient’altro che a metterci un coperchio.




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5 settembre 2003


Non attaccare Indro

Per chi temeva un asservimento al berlusconiscmo del Corriere della Sera dopo il cambio De Bortoli - Folli, si legga l'editoriale a palle incatenate di Francesco Merlo, pubblicato quest'oggi, scatenato nel difendere - giustamente - la memoria di Indro Montanelli.

(Commento di Brontolo - che ultimamente ha ritrovato la vena ironica - Scandalo per i giudici matti. Silenzio sui direttori folli).



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28 agosto 2003


Vi racconto il compagno Giuliano Ferrara

Sette anticipa il capitolo del nuovo libro di Piero Fassino dedicato a Giuliano Ferrara. L'elefantino ebbe un ruolo importante nel Pci torinese (capogruppo, responsabile Fiat Mirafiori, capo culturale...), dove arrivò nel 1973. Tirava tardi giocando a poker, girava la città in compagnia del cane lupo, cenava con gli operai... fino a quando non prese a schiaffi l'assessore alla cultura.




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1 agosto 2003


Al direttore

Al direttore - Avrà notato che in questi giorni sono oggetto di anatemi e strane teorie secondo le quali addirittura autorevoli esponenti del governo di centrodestra mi considerano più pericolosa di bin Laden. Impressionata da siffatte cose, ritengo opportuno per il bene del comune amico Adriano cessare la collaborazione con il suo giornale, in modo che ulteriori carichi di odio e/o opportunismo contro di me non abbiano a peggiorare la sua condizione. Mi richiami appena la situazione sarà migliorata.


Francesca Mambro


Non se ne parla nemmeno. Scriva liberamente, quando vuole. Quanto alle dichiarazioni di Beppe Pisanu, una bella delusione. Avete fatto quasi vent'anni di galera, siete da molti e molti anni, come ha giustamente scritto Renato Farina, una testimonianza personale contro il terrorismo. Il paese non ha bisogno di riclassificare sciattamente come terroristi persone come voi. Ha bisogno d'altro, di una lettura equilibrata del passato, e un uomo politico con l'esperienza di Pisanu dovrebbe saperlo più di chiunque altro. Mi spiace.





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1 agosto 2003


Non è tempo di ragionamenti

"Fin quando il clima resterà questo, fin quando assisteremo agli insulti contrapposti e agli anatemi, conviene tacere. Non è ancora tempo di ragionamenti", dichiarano Valerio Fioravanti e Francesca Mambro al giornalista della Stampa Guido Ruotolo.


Peccato per la conclusione idiota del bel pezzo di Ruotolo: "Lei è agli arresti domiciliari, lui è in semilibertà. Adriano Sofri, intanto, continua ad essere in carcere".




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30 luglio 2003


Attuazione al programma

Al direttore - Se arriva il rimpasto, si nominerà il nuovo ministro per l'Attuazione del programma, vacante da un anno. Il primo giorno dovrà smaltire tutto il lavoro arretrato, poi non saprà che cazzo fare fino alla pausa pranzo.

Mattia Feltri




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30 luglio 2003


Libero on line

Il quotidiano di Vittorio Feltri ha finalmente un sito.




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9 luglio 2003


Lettera a un amico tedesco

Caro viaggiatore tedesco, la pregherei di leggermi con attenzione prima di rinunciare alla sua annuale discesa estiva in Italia... Lei certamente ha molte buone ragioni per sentirsi offeso da quanto sta accadendo. Silvio Berlusconi raffigurato come un misto di Mussolini e di Al Capone sulle copertine di rispettabili giornali tedeschi, lo stesso Berlusconi che perde goffamente le staffe a Strasburgo e dà del kapò a un eurodeputato tedesco noto per le sue attitudini di attaccabrighe professionale... Per inciso vorrei ricordarle che già negli Anni Settanta lo Spiegel aveva mostrato a suo padre la P38 dei brigatisti rossi immersa, come in un macabro quadro pop, nella salsa al pomodoro di un piatto di pasta... le odiose e quasi oscene esternazioni razziste del sottosegretario italiano agli affari turistici, Stefano Stefani... minacciano di spezzare le ferie italiane non solo dei politici e dei cancellieri del Suo paese, ma dei Suoi cari, dei Suoi amici e di Lei stesso.... Ho appreso che il signor Stefani, a me fino a ieri ignoto, era stato sposato per vent'anni con una signora tedesca di Francoforte. Nella mia vita ho visto parecchi matrimoni interetnici che, andati a male, spesso hanno scatenano i risentimenti di un coniuge contro l'etnia d'appartenenza dell'altro: la prego di voler tenere conto, nel caso sventurato di cui sto parlando, della delusione coniugale che sicuramente deve esasperato le generalizzazioni antigermaniche del signor Stefani. Tenga altresì conto del fatto che lo Stefani è membro della Lega Nord: formazione politica anomala, che non si considera italiana, predica la secessione dall'Italia, e nel famoso carroccio medievale, simbolo della battaglia di Legnano del 1176 contro Federico Barbarossa, venera l'emblema di una mitica vittoria celtica piuttosto che italiana sui germanici. Caro turista ignoto, mi creda: agli albergatori e agli assessori al Turismo del Veneto, della Liguria, della Toscana tutto questo non interessa. Essi vi aspettano tranquilli come sempre. Spetta a voi decidere dopo aver cercato di capire che l'Italia che vota Berlusconi non è tutta mafiosa, che la Lega Nord non è tutta l'Italia, così come il signor Martin Schulz non rappresenta tutta la Germania.

 

Enzo Bettiza, la Stampa




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9 luglio 2003


Vigorelli lo scrupoloso

Piero Vigorelli è un mito. Intervistato dal Riformista riferisce che Gigi Moncalvo, direttore de "La Padania" è un nazista («Quando stava al Tg4 insultò una collega ebrea: “Guardando te mi spiace che i forni abbiano funzionato poco”»). Poi scrive una lettera al giornale di Polito rettificando («la vicenda che ho raccontato riguardante Gigi Moncalvo, fatte le verifiche, si è rivelata una leggenda metropolitana»).

 

In attesa di controllare le fonti, possiamo perciò dire che Vigorelli è un cretino.




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7 luglio 2003


Wish you were here

Oggi il genio è un uomo calvo, atticciato, il ventre prominente. Vive da solo in un sobborgo di Cambridge, occultato dietro camicie stazzonate e pantaloni mai stirati. Lo sguardo racconta una mitezza assorta, gli occhi fissi a terra di chi cammina sul ciglio di un abisso: Ha passato quarant'anni ad annullarsi, Syd Barrett: nessun ricordo dei Pink Floyd, che pure ha creato lui, nessuna consapevolezza d'una genialità che legioni di musicisti cercano da tre decenni di imitare, e alla quale si continuano a tributare omaggi che non lo raggiungono. Non da quando la schizofrenia si è appropriata delle sua mente e lo ha imprigionato nella rapace routine della solitudine.

Come un alter ego di JD Salinger è solo a qualche immagine di frodo che s'affida il profilo devastato di Barrett, passato al silenzio dopo aver bruciato in pochi anni, come John Keats e Arthur Rimbaud, un talento miracoloso....

 

(Cesare G. Romana "Fondò i Pink Floyd ora non sa chi sono", il Giornale 7 luglio 2003)




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7 luglio 2003


Corriere della Sera scatenato sul mercato (2)

Solo l'intervento di Umberto Agnelli ha negato il passaggio di Aldo Cazzullo e Maria Teresa Meli dalla Stampa al Corriere della Sera. Lo sostiene MF.




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5 luglio 2003


Sessant'anni fa Dino Grandi...

Bella intervista sul Corriere della Sera al figlio di Dino Grandi, il gerarca fascista che sessant'anni fa presentò al Gran Consiglio del Fascismo l'ordine del giorno per deporre Mussolini.




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5 luglio 2003


Kapò di cenere

Al direttore - Dice il Cav.: “Nessuno può sentirsi offeso da una battuta”. Diciamo che se si fosse cosparso il Kapò di cenere, avrebbe peggiorato la situazione.

Mattia Feltri




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2 luglio 2003


Rapporti Europa - America

Una lucida analisi di Gianni Riotta sui rapporti Ue-Usa apre il Corriere della Sera di questa mattina.




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2 luglio 2003


Il Cav. e la stampa estera

(da Titanic di Gianni Riotta)

Confesso: quando leggo attacchi al primo ministro italiano, che pure ho spesso e volentieri criticato, mi rammarico. Non è una sindrome da libro Cuore, dagli Appennini alle Ande. E' solo che chi ha vissuto a lungo all'estero sa che siamo giudicati tutti insieme dai pregiudizi come italiani, grandi e piccoli, ricchi e poveri, di sinistra o di destra. Detto questo, sarebbe però miope credere che dietro gli attacchi ci sia solo l'astio dei "comunisti". Durissimi con Berlusconi sono giornali di centrosinistra come Le Monde e The Guardian. Ma altrettanto duri sono giornali decisamente conservatori come Financial Times e The Economist. Non la sinistra, ma Berlusconi dovrebbe chiedersi come mai pubblicazioni che condividono la sua filosofia pro libero mercato e pro business gli diano addosso. Perché, caro lettore, il capitalismo funziona sulle regole, i politici, gli imprenditori, la legge, i sindacati, i giornalisti, la società civile. In Italia abbiamo realizzato un frullato che confonde ogni confine delle società liberali, e non dobbiamo offenderci se ce lo fanno notare. A questo proposito mi permetta di dirle che da trent'anni scrivo di politica internazionale e mi è capitato, a volte a torto, a volte a ragione, di dare addosso a tanti leader stranieri. E' il mio dovere di giornalista e non sarò certo io a criticare i colleghi, progressisti e conservatori, che fanno altrettanto. E' vero infine che tante critiche, soprattutto di francesi e tedeschi, approfittano del conflitto di interessi di Berlusconi per rispolverare logori cliché anti italiani. Basta risolvere il conflitto, e le critiche in malafede cadranno nel vuoto.



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1 luglio 2003


Il bagnetto nella granita

Al direttore - Afa killer! Il pediatra (prof. Tucci alle agenzie di stampa) suggerisce di non “esporre i bambini al sole nelle ore più calde”. E mi raccomando, quando saremo nella morsa del gelo, non fategli il bagnetto nella granita.

Mattia Feltri




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27 giugno 2003


L'inquietudine di Sartori

 

A quanto pare, oramai sono il più antico editorialista del Corriere della Sera . (..) Ne approfitto per dichiarare subito, in premessa, che in questo giornale la mia indipendenza e libertà di opinare è sempre stata assoluta (..) con me Ferruccio de Bortoli non si è mai lamentato. Le lamentele su di me se le prendeva lui. (..) Allora, cosa è successo al Corriere ? Giuliano Ferrara (..)  doveva essere in vena burlesca quando ha scritto che «è da provinciale o da furbetti inquietarsi per un cambio di direzione in un grande giornalone ... La notizia vale più o meno come l’avvicendamento del prefetto di Bologna». Ebbene sì, lo confesso: io sono provinciale (furbetto temo di no), e quindi io mi inquieto. (..) Anche Piero Ottone, che sostituì Spadolini alla direzione del Corriere nel 1972, minimizza. Scrive così: «Potere politico, libertà di stampa; è guerra continua in tutto il mondo». La differenza è che altrove questa guerra si combatta con i guanti; da noi un po’ meno. Ma, continua Ottone, «il metodo è sempre eguale, il potere politico chiede di cambiare il direttore, e se la proprietà del giornale rifiuta di cambiarlo il potere politico cerca di cambiare la proprietà». E ricorda il caso davvero lontano (del 1953) della Gazzetta del Popolo di Torino diretta da Massimo Caputo (..) Qual è, allora, l’analogia con il caso del Corriere ? Un giornale che perde soldi è sempre facilmente venduto e comprato. Il Corriere è invece in attivo: e poi come si fa a comparare un giornalino con «il giornalone»? Le vicende del Corriere le conosco bene anche io. Finora il potere politico ha conquistato il Corriere soltanto con Mussolini. Ma dopo la fine della dittatura fascista tornò saldamente in mano ai Crespi (..) che lo riportarono nel solco albertiniano del grande giornale liberal-moderato del Paese. E nei decenni dei Crespi la sola «rivoluzione» fu quella della nomina a direttore di Ottone (..) che  portò in Via Solferino la contestazione di quegli anni, così «smoderando» la tradizione moderata del giornale. Ma Ottone fu scelto quasi soltanto da Giulia Maria Crespi.
(..) Poi sono cominciati gli «assalti» ricordati da Ottone: Cefis, la P2, Tassan Din, e simili. (..) tutti questi assaltatori vennero, dopo poco, sconfitti e dissolti nel nulla. (..) E ora? Ora, dicevo in esordio, io sono inquieto. (..) Il titolo dell’editoriale di avvio del nuovo direttore, di Stefano Folli, è «Il coraggio dell’ottimismo». Un titolo azzeccatissimo che mi ha fatto tornare in mente il detto tante volte ridetto da Norberto Bobbio: che il pessimismo della ragione deve essere combattuto dall’ottimismo della volontà.
(..) la vicenda del Corriere si iscrive nel contesto dell’Italia di Berlusconi, sempre più di sua proprietà, sempre più posseduta da lui. «Berlusconi - scrive il Guardian inglese - è l’uomo più ricco d’Italia, il suo primo ministro e fruisce di illimitato accesso alla televisione: dopotutto ne possiede gran parte, così come possiede fette di quasi tutti gli affari italiani». Già. E la sola fetta che gli manca, per fare l’ en plein , è quella del Corriere. Naturalmente Sua Emittenza nega di avere non dico uno zampone ma nemmeno uno zampino nell’assedio al Corriere . (..) Intanto anche le panchine dei giardini pubblici di Milano sanno che le liste di proscrizione di Berlusconi non si fermano a Viale Mazzini ma che si estendono anche a via Solferino.
Inutile, e anche impossibile, far finta di niente. La battaglia sul Corriere è in corso, e con questa battaglia siamo ormai alla linea del Piave. Il Corriere è un grande giornale anche perché tiene assieme e rappresenta le varie anime del Paese. I «corrieristi» di destra si irritano un po’, alle volte, quando scrivo io; quelli di sinistra si irritano, talvolta, quando scrivono altri. Ma conservatori e progressisti, polisti e ulivisti, continuano ad amare il Corriere e a sentirlo come il loro giornale. Non importa che un lettore sia di fede azzurra. Anche per lui un Corriere che perde la sua indipendenza, che viene imbavagliato, sarebbe una sconfitta. Anche per lui deve esistere un confine che il Cavaliere non deve varcare, un limite che il Cavaliere non deve superare. Spero che in questi frangenti tutti i lettori del Corriere si uniscano, senza distinzione di parte e di partito, per sostenerlo e difenderlo.

                                  

Giovanni Sartori, Corriere della Sera




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25 giugno 2003


Montezemolo ad della Fiat?

Un'indiscrezione di Libero da come probabile il passaggio di Luca Cordero di Montezemolo dalla guida della Ferrari a quella Fiat. L'attuale presidente del cavallino rampante prenderebbe il posto di Giuseppe Morchio, con il confermato Umberto Agnelli alla presidenza. Se fosse vero la Fiat avrebbe triturato due amministratori delegati in meno di un anno (Gabriele Galateri di Genola e Giuseppe Morchio).




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23 giugno 2003


Il ritorno di Kaiser Franz

(da Il Trafficante) Il Kaiser Franz Tatò si prepara a diventare presidente della Nts, ovvero della ex Freedomland del "millionaire" De Giovanni. Tatò era uscito di scena dopo la turbolenta comparsata nella Hdp di Maurizietto Romiti. Non aveva resistito insieme al Romitino (cosa che si può ben capire...) e, dunque, se ne era andato dopo soli sei mesi. Ora, questa nuova cosa. Certo, non è granchè, ma almeno il mitico Kaiser si rimette in circolazione. In un'Italia dove imperversano i manager-patacca, si sente davvero il bisogno di professionisti seri, come appunto Tatò.




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23 giugno 2003


Stampamercato

(Fonte: Dagospia) Gli incontri degli uomini di Murdoch continuano incessanti per definire l’organigramma della redazione che formerà Sky News, il canale d’informazione della neonata Sky Italia.
Le ultime voci danno per quasi chiusa la trattativa con Andrea Cabrini (ex mezzobusto del Tg4, ora direttore di CFN, Class Financial Network, dopo che Nicola Porro è passato a Il Giornale), come vice del Direttore Emilio Carelli. 
I volti dei Tg Mediaset presenti e passati sembrano interessare molto l'amministratore delegato di Sky News Tom Mockridge, visto che anche Alberto Bilà del Tg5 sarebbe corteggiato per volare sul satellite…

 




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