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celine [ Noi non cambiamo mai! Né calzini, né padrone, né opinioni, oppure cambiamo troppo tardi, quando non ne vale più la pena ]
 


Blog dall'aggiornamento saltuario per avvenuta seconda paternità del titolare. 



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27 giugno 2003


Oggi vs Svanity Fair

Alla redazione e direzione di Oggi non è piaciuto questo articolo di Svanity Fair. Preannunciano querela.




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27 giugno 2003


L'inquietudine di Sartori

 

A quanto pare, oramai sono il più antico editorialista del Corriere della Sera . (..) Ne approfitto per dichiarare subito, in premessa, che in questo giornale la mia indipendenza e libertà di opinare è sempre stata assoluta (..) con me Ferruccio de Bortoli non si è mai lamentato. Le lamentele su di me se le prendeva lui. (..) Allora, cosa è successo al Corriere ? Giuliano Ferrara (..)  doveva essere in vena burlesca quando ha scritto che «è da provinciale o da furbetti inquietarsi per un cambio di direzione in un grande giornalone ... La notizia vale più o meno come l’avvicendamento del prefetto di Bologna». Ebbene sì, lo confesso: io sono provinciale (furbetto temo di no), e quindi io mi inquieto. (..) Anche Piero Ottone, che sostituì Spadolini alla direzione del Corriere nel 1972, minimizza. Scrive così: «Potere politico, libertà di stampa; è guerra continua in tutto il mondo». La differenza è che altrove questa guerra si combatta con i guanti; da noi un po’ meno. Ma, continua Ottone, «il metodo è sempre eguale, il potere politico chiede di cambiare il direttore, e se la proprietà del giornale rifiuta di cambiarlo il potere politico cerca di cambiare la proprietà». E ricorda il caso davvero lontano (del 1953) della Gazzetta del Popolo di Torino diretta da Massimo Caputo (..) Qual è, allora, l’analogia con il caso del Corriere ? Un giornale che perde soldi è sempre facilmente venduto e comprato. Il Corriere è invece in attivo: e poi come si fa a comparare un giornalino con «il giornalone»? Le vicende del Corriere le conosco bene anche io. Finora il potere politico ha conquistato il Corriere soltanto con Mussolini. Ma dopo la fine della dittatura fascista tornò saldamente in mano ai Crespi (..) che lo riportarono nel solco albertiniano del grande giornale liberal-moderato del Paese. E nei decenni dei Crespi la sola «rivoluzione» fu quella della nomina a direttore di Ottone (..) che  portò in Via Solferino la contestazione di quegli anni, così «smoderando» la tradizione moderata del giornale. Ma Ottone fu scelto quasi soltanto da Giulia Maria Crespi.
(..) Poi sono cominciati gli «assalti» ricordati da Ottone: Cefis, la P2, Tassan Din, e simili. (..) tutti questi assaltatori vennero, dopo poco, sconfitti e dissolti nel nulla. (..) E ora? Ora, dicevo in esordio, io sono inquieto. (..) Il titolo dell’editoriale di avvio del nuovo direttore, di Stefano Folli, è «Il coraggio dell’ottimismo». Un titolo azzeccatissimo che mi ha fatto tornare in mente il detto tante volte ridetto da Norberto Bobbio: che il pessimismo della ragione deve essere combattuto dall’ottimismo della volontà.
(..) la vicenda del Corriere si iscrive nel contesto dell’Italia di Berlusconi, sempre più di sua proprietà, sempre più posseduta da lui. «Berlusconi - scrive il Guardian inglese - è l’uomo più ricco d’Italia, il suo primo ministro e fruisce di illimitato accesso alla televisione: dopotutto ne possiede gran parte, così come possiede fette di quasi tutti gli affari italiani». Già. E la sola fetta che gli manca, per fare l’ en plein , è quella del Corriere. Naturalmente Sua Emittenza nega di avere non dico uno zampone ma nemmeno uno zampino nell’assedio al Corriere . (..) Intanto anche le panchine dei giardini pubblici di Milano sanno che le liste di proscrizione di Berlusconi non si fermano a Viale Mazzini ma che si estendono anche a via Solferino.
Inutile, e anche impossibile, far finta di niente. La battaglia sul Corriere è in corso, e con questa battaglia siamo ormai alla linea del Piave. Il Corriere è un grande giornale anche perché tiene assieme e rappresenta le varie anime del Paese. I «corrieristi» di destra si irritano un po’, alle volte, quando scrivo io; quelli di sinistra si irritano, talvolta, quando scrivono altri. Ma conservatori e progressisti, polisti e ulivisti, continuano ad amare il Corriere e a sentirlo come il loro giornale. Non importa che un lettore sia di fede azzurra. Anche per lui un Corriere che perde la sua indipendenza, che viene imbavagliato, sarebbe una sconfitta. Anche per lui deve esistere un confine che il Cavaliere non deve varcare, un limite che il Cavaliere non deve superare. Spero che in questi frangenti tutti i lettori del Corriere si uniscano, senza distinzione di parte e di partito, per sostenerlo e difenderlo.

                                  

Giovanni Sartori, Corriere della Sera




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27 giugno 2003


i merluzzi e il profumo del mare

 

(dal blog di Roberto Cotroneo)

No, non sono sedotto da internet, anzi, ho con internet un rapporto di fastidio. Non credo all'idea che internet possa sostituire qualcosa. Non credo che uno scrittore ci possa ricavare molto. Non credo che lo scambio di idee, fisico, possa essere sostituito da un post di un blog, o da un commento. Ci stiamo deprivando di stimoli sensoriali. Eppure internet ha prodotto un miracolo impensabile fino a dieci anni fa. Il ritorno della scrittura come mezzo di espressione. La scrittura che torna a fagocitare tutto. La scrittura che troppo spesso si sostituisce alla vita. Da un mese, forse più, dialogo con persone di cui non so nulla, non conosco il loro nome, non so dove vivono, quanti anni hanno, qual è il loro aspetto fisico, che lavoro fanno. Qual è il suono della loro voce, e come gesticolano. Dialogo con dei "testi". Attraverso un filtro che piu' letterario di cosi' non si puo'. Non so quanto sia giusto. Non so se questo possa produrre in altri un'idea di seduzione (come sostiene di fatto, Gio' nel commento a un post precedente), a me non la produce affatto. Cerco di smontare, in un modo persino "antiblog", questo meccanismo perverso, ma e' la cosa piu' difficile.

Fuori da questo schermo, eccetto il caldo, c'e' il sole, e la gente passeggia, va di corsa, cammina, si racconta le cose. Esiste una vita di idee, che nonostante tutto, procede comunque. Dunque non parlatemi della seduzione di un blog che prende gli scrittori. E' come se un bastoncino surgelato di merluzzo potesse farvi sentire il fascino e il profumo del mare...



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27 giugno 2003


E' morto Pontiggia

Scrittore e critico letterario. Aveva 69 anni.




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26 giugno 2003


Aldo Grasso vs Piero Angela

 

Tra Piero Angela e Aldo Grasso non abbiamo dubbi scegliamo il primo. Parafrasando l'altezzoso articolo del saccente Grasso su "Sette" di questa settimana ("A una serata con Piero Angela preferisco un giorno in casa Rol").

Dunque il signor Sotuttoio dopo aver scritto un articolo sulla Ducati ricopiando frasi dal sito internet della stessa (link), dopo aver recensito il programma "Le Iene" e del suo conduttore Fabio Volo (!?), ora dalla sua altezza ci parla di Rol. Per dirci che la memoria del povero illusionista torinese - che qualche vip credeva mago - viene perseguitata. E chi è che da la caccia al gentiluomo torinese? Il Cicap (Comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale) di cui Piero Angela è autorevole esponente. A Grasso da fastidio che il Cicap abbia dimostrato come in realtà Rol si facesse beffe dei vip che lo adoravano (Agnelli, Fellini, Buzzati..) con semplici trucchi da prestigiatore. Affermazioni che stonano con i racconti che i vip hanno fatto al signor Sotuttoio. Caro Stefano Folli e se il restyling del Corsera iniziasse proprio dal ridimensionare il Grasso ego?



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25 giugno 2003


Montezemolo ad della Fiat?

Un'indiscrezione di Libero da come probabile il passaggio di Luca Cordero di Montezemolo dalla guida della Ferrari a quella Fiat. L'attuale presidente del cavallino rampante prenderebbe il posto di Giuseppe Morchio, con il confermato Umberto Agnelli alla presidenza. Se fosse vero la Fiat avrebbe triturato due amministratori delegati in meno di un anno (Gabriele Galateri di Genola e Giuseppe Morchio).




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24 giugno 2003


dream team

 

Secondo un sondaggio del prestigioso France Football (il giornale che assegna il pallone d'oro) questa è la squadra dei sogni

 

 

                                Buffon

 

        Thuram      Maldini     Nesta    Roberto Carlos

 

              Makelele                    Nedved

 

                                 Zidane

 

                 Henry                     Raul

 

                          Van Nistelrooy

 

 

Squadra B

 

                   Ronaldo             Vieri

 

 

  Beckham       Vieira             Davids        Pires

 

 

   Puyol           Stam              Ayala      Silvestre

 

 

                                Kahn




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24 giugno 2003


Goldkorn vs Veltroni

 

Sul suo blog Contaminazioni Wlodek Goldkorn, giornalista dell'espresso, attacca il sindaco Veltroni e la sua ultima fatica letteraria

"Il sindaco, insomma, il sindaco ha il diritto di scrivere un libro. Ma sarebbe meglio che lo facesse, dopo che ha smesso di amministrare una città così complicata".



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23 giugno 2003


Il ritorno di Kaiser Franz

(da Il Trafficante) Il Kaiser Franz Tatò si prepara a diventare presidente della Nts, ovvero della ex Freedomland del "millionaire" De Giovanni. Tatò era uscito di scena dopo la turbolenta comparsata nella Hdp di Maurizietto Romiti. Non aveva resistito insieme al Romitino (cosa che si può ben capire...) e, dunque, se ne era andato dopo soli sei mesi. Ora, questa nuova cosa. Certo, non è granchè, ma almeno il mitico Kaiser si rimette in circolazione. In un'Italia dove imperversano i manager-patacca, si sente davvero il bisogno di professionisti seri, come appunto Tatò.




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23 giugno 2003


La Stampa verso Caracciolo/De Benedetti?

Secondo Affari Italiani, il quotidiano di casa Agnelli, la Stampa, potrebbe passare al Gruppo Espresso.




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23 giugno 2003


Stampamercato

(Fonte: Dagospia) Gli incontri degli uomini di Murdoch continuano incessanti per definire l’organigramma della redazione che formerà Sky News, il canale d’informazione della neonata Sky Italia.
Le ultime voci danno per quasi chiusa la trattativa con Andrea Cabrini (ex mezzobusto del Tg4, ora direttore di CFN, Class Financial Network, dopo che Nicola Porro è passato a Il Giornale), come vice del Direttore Emilio Carelli. 
I volti dei Tg Mediaset presenti e passati sembrano interessare molto l'amministratore delegato di Sky News Tom Mockridge, visto che anche Alberto Bilà del Tg5 sarebbe corteggiato per volare sul satellite…

 




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23 giugno 2003


Consigli per gli acquisti

E' in libreria "Bambini infiniti" di Emanuela Audisio, la migliore firma giornalistica sportiva. Se ne caldeggia l'acquisto. Il libro è edito da Mondadori, collana Strade Blu. Recensito sui numeri in edicola di Panorama e D-La Repubblica delle Donne.




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23 giugno 2003


Cambi al vertice di Telecom?

(Dal Trafficante) Allora, proviamo a fare un ragionamento, sulla base di alcune indiscrezioni già circolate. Telecom Italia ha piazzato le Pagine Gialle ad una cordata di fondi guidata da Bc Partners. L'amministratore delegato di Seat, Paolo Dal Pino, non pare avere buoni rapporti con i nuovi padroni. E, quindi, non gli dispiacerebbe rimanere nel gruppo di Tronchetti. In questo senso aveva già ricevuto una offerta, ma con destinazione sudamericana e questa idea non gli andava giù. Ora, pare stia apettando un'altra proposta. Dal Pino vorrebbe una poltrona pesante in Telecom. Ma quante ce ne sono, che potrebbero attizzare la sua smodata ambizione? Ce ne sono due. Una è quella di Marco De Benedetti, ma è off-limits: Dal Pino è molto legato ai De Benedetti e, dunque, non proverebbe a fare sgarbi di questo tipo. L'altra è quella di Riccardo Ruggiero, che, guarda caso, come anche il Trafficante vi ha già raccontato, è in fase di gran traballamento. Che non sia proprio questa la "soluzione finale"? Forse tutto questo è solo fantafinanza. Forse no. Staremo a vedere...




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20 giugno 2003


Manconi vs Pierluigi Battista

 

Non pago della gaffe fatta ed evidenziata da Pierluigi Battista, Luigi Manconi insiste sull'Unità di oggi a sostenere che il Corriere della Sera di Piero Ottone non censurò il nome di Montanelli, quando questi venne gambizzato dalle Br. Come già scritto su questo blog, Manconi non capisce che titolare "I giornalisti nuovo bersaglio della violenza. Le Brigate rosse rivendicano gli attentati" con occhiello "Dopo i magistrati e le forze dell'ordine i gruppi armati colpiscono la stampa", non scrivendo il nome di Montanelli non fu una scelta felice. Sì nell'articolo, nell'editoriale si fa il nome di Montanelli, ma nel titolo non c'è. Punto. Non si tratta quindi di falso storico, ricordare la scelta omissiva di Ottone.

A supporto della sua tesi, Manconi sostiene che anche la Stampa titolò allo stesso modo, facendo riferimento ai giornalisti. Dimentica di dire una cosa. Il quotidiano di Torino pubblicò in prima pagina una foto di Montanelli

 




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20 giugno 2003


Lupisgate (5)

Al direttore - Raccontasi in questa lettera di Valona, Albania 23 gennaio 1999 e di un Lupis mai visto. Dunque.
Gli scafisti albanesi prendono in ostaggio il capo della polizia albanese e riescono a farsi restituire i gommoni sequestrati durante una operazione congiunta di polizia albanese e Guardia di finanza italiana: la prima iniziativa del genere. Io, fotoreporter free-lance sono in Albania con un assignment di Stern e seguo da due giorni il capo della polizia Sokol Kociu che sembra essere "l'uomo giusto" per cominciare finalmente una lotta seria contro la criminalità albanese che trasporta ogni notte clandestini e droga verso le coste pugliesi. Dopo alcune operazioni di terra a Valona, vengo imbarcato su una motovedetta della finanza italiana insieme a Sokol Kociu e sono l'unico giornalista nonché civile a bordo. Poche ore prima dell'inizio dell'operazione che porterà al sequestro dei sei gommoni ci raggiunge anche un cameraman del Tg1. I gommoni sequestrati durante l'operazione in notturna nella baia, vengono portati sull'isola di Saseno, poco fuori Valona. All'alba, mentre le nostre forze dell'ordine si congratulano per il successo dell'operazione, appaiono all'orizzonte decine di gommoni carichi di scafisti a volto coperto. A prua di uno di questi fa mostra di sé, bello insalamato, il buon Kociu, il capo della polizia albanese. Grande tensione, armi spianate e col colpo in canna Dopo una lunga trattativa, i nostri militari di stanza sull'isola di Saseno restituiscono le imbarcazioni e ottengono la liberazione di Kociu.
Io fotografo tutto, momento dopo momento. L'operatore del Tg1 rimane più defilato ma riesce a girare alcune immagini. Col telefonino chiamo il mio amico e collega di avventure (abbiamo vinto il Premiolino insieme per essere stati i primi a fare e documentare il viaggio sui gommoni degli scafisti fra Valona e la Puglia) Francesco Battistini del Corriere della Sera che è a Durazzo con altri colleghi. Gli racconto tutta la storia dalla a alla z, rientro a Tirana e per sera riusciamo a inviare al Corriere la fotostoria. Battistini che è un signore e un giornalista bravo e serio, data il pezzo da Durazzo citando in virgolettato tutto il mio racconto. Gli altri quotidianisti sanno poco o nulla ma naturalmente "datano" da Valona i loro pezzi (sic!). Morale, domenica 25 gennaio il Corrierone esce con due pagine intere di articolo e fotostoria che raccontano "La rivolta armata degli scafisti a Valona". Altre immagini inedite riesco a mandarle via aereo a Milano, e Panorama esce il giovedì seguente con un ampio pezzo sulla situazione in Albania e intervista esclusiva a Sokol Kociu fatta dall'inviato del settimanale Bruno Crimi.
Che c'è di strano? C'è che la stessa settimana esce Il Borghese con il racconto in esclusiva dell'operazione Valona scritta "dall'unico giornalista presente"! Indovinate chi? Il mitico Marco Lupis, che in Albania naturalmente non c'era e non credo sia neppure mai stato.
Nel frattempo dall'Albania ero andato in Kosovo, per cui sono stato messo al corrente di questa storia solo molto tempo dopo. Ma forse Lupis era già molto lontano, alla caccia di un nuovo scoop. Vi stupite che Repubblica non dica nulla? E guarda caso neppure gli altri giornali! Io che i giornalisti li ho visti spesso "in azione" non mi stupisco punto.
Pigi Cipelli, fotoreporter




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20 giugno 2003


Andrea's version

Comprendiamo benissimo come Mauro stia vivendo il caso Lupis. Male. E ha tutta la nostra solidarietà. Ma non è che adesso si può andare in confusione e, siccome Lupis, senza scherzi, ha raccontato delle balle, Mauro attacca a prendere gli scherzi sul serio e le balle per scherzo. Deve resistere. E tentiamo un sunto. Gli onorevoli Mitrokhin, Guzzanti e Fragalà, hanno accusato Lino Jannuzzi ed Eugenio Scalfari di essersi prestati al gioco del Kgb: lo scoop del ’67 sul tentato golpe De Lorenzo sarebbe stato opera dei sovietici. Scalfari, sempre preso tra sé, io e Dio, ha taciuto. Jannuzzi, scherzato: “Verissimo, l’agente Gagarin mi contattò, mi offrì vodka e caviale all’Harris bar, mmm, buonissimi. No, non ho avvisato Scalfari, né lui né Dio. Poi arrivò Parri, confermò Gagarin e scrivemmo. Entrai nel Kgb, mannaggia, proprio quando Ferrara stava entrando nella Cia”. Ieri il giornale di Mauro ha riportato la cosa con una seriosità che neanche Wojtyla quando parla del capitalismo. Ma noi lo salveremo. Non consentiremo che Ezio, che si crede già Enzo, passi alla storia come il primo che prende fischi per fischi.




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20 giugno 2003


Coerenza e Cgil

Stuzzicante articolo su "il Giornale". Ad un ex sindacalista della Cgil di Pescara è stato riconosciuto che il suo licenziamento dal sindacato è senza giusta causa. Per lui però l'articolo 18 non vale. L'articolo 4 della legge 108 del 1990 prevede l'esclusione dell'articolo 18 per "datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale ovvero di religione e di culto." L'organizzazione di Epifani ha già informato l'ex dipendente che preferisce liquidargli sei mensilità piuttosto che reintegrarlo.




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20 giugno 2003


Alex Langer, l'antimoderno

(dal blog Contaminazioni di Wladek Goldkorn) Una telefonata dall'Alto Adige, e il discorso (inevitabilmente) cade su Alex Langer. E allora mi è venuto in mente che forse il più grande merito di Alex fu di aver avuto il coraggio di portare elementi fondamentali del pensiero antimoderno nella sinistra italiana. Fu Alex a introdurre il concetto del ''limite'', un concetto, appunto preso dalla critica radicale della modernità.  Limite a tutto: alle scoperte scientifiche che fanno sostituire gli umani agli dei, come al consumo delle risorse del pianeta. E' una lezione che ha imparato e fatto sua Adriano Sofri. Ed è questa la vera grande differenza tra Sofri e Toni Negri, rimasto invece prigioniero del vecchio mito prometeico, che vuole l'uomo padrone dell'universo. Ed è una differenza che trascende la divisione tra destra e sinistra.




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20 giugno 2003


Cotroneo vs Premio Strega

 

(da Cottron Club) Adesso formiamola una catena. So dai report del mio giornale, che ogni giorno si collegano a questo blog 2500 persone. Allora ai miei 2500 giornalieri dico una cosa. Ho quasi finito di leggere un romanzo. L'autore e' esordiente, ha 24 anni, è romano, e si chiama Errico Buonanno. Ha pubblicato un romanzo intitolato "Piccola serenata notturna". Lo ha edito Marsilio, conta 260 pagine. Nel 2001 questo libro ha vinto il premio Calvino per l'opera inedita. Bene, e' un libro strepitoso. Ambientato negli anni Venti, nella Roma fascista, e non solo a Roma. Se potessi dire, e lo dico, non sembra un libro scritto da un ragazzo che all'epoca aveva 21 o 22 anni. E' stupefacente come sappia tenere il ritmo della pagina, come sappia descrivere un mondo perduto come lo conoscesse alla perfezione. Sono davvero impressionato e contento di aver letto una cosa del genere. Niente stupidaggini generazionali, niente linguaggi sperimentalmente inutili, niente cannibalismi che reggono una giornata. Ma molta capacità di raccontare e una irresistibile ironia. Allora vi dico una cosa. So che questo è uno dei libri candidati alla cinquina dello Strega, buono per fare da sponda alla vittoria annunciata e plebiscitaria di Melania Mazzucco. Solo che questo romanzo e' infinitamente più bello di quello di Melania Mazzucco (che per altro è un libro più che dignitoso, per quanto noiosissimo). Allora io il signor Buonanno non lo conosco, non e' un mio parente, non percepisco diritti d'autore sottobanco. Però vi dico, uscite e compratelo (13 € soltanto) leggetelo, e fatelo leggere. Operate un vero e proprio passaparola. Fate stampare all'editore una seconda edizione, e se volete scrivete i vostri commenti in questo blog. Se lo merita e ve lo meritate anche voi un libro così, contro tutti i luoghi comuni di un mondo letterario fatto di romanzi di plastica.

P.S. Aggiungo oggi questa appendice, il bravo Buonanno non è entrato nella cinquina dello Strega. Nemmeno all'ultimo posto. Si sono aggiudicati i cinque posti, la vincitrice Mazzucco, Roberto Alajmo che è' già finalista al Campiello (cosa mai accaduta che si fosse in due cinquine importanti), Franco Matteucci, che e' un vicedirettore della Rai, Pietro Spirito e Sandra Petrignani. Come al solito hanno perso un'occasione per segnalare un bellissimo libro. Come al solito il mondo letterario italiano ha dimostrato clientelismo, pochezza e miopia. Fatelo per me, protestate mandando lettere a Fondazione Maria e Goffredo Bellonci (che gestisce lo Strega) in via Fratelli Ruspoli 2, 00198 Roma. Oppure telefonando al numero 06.88327652, oppure mandando un fax al numero 06.8109668, o mandando una mail a: fond.bellonci@flashnet.it. Sommergeteli di proteste, coraggio, se lo meritano.



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20 giugno 2003


La pistola fumante puntata su Bush e Blair

Le difficoltà di Bush e Blair nel presentare le armi di distruzioni di massa di Saddam, viene affrontato da Gianni Riotta in un bell'articolo sul Corriere della Sera. Da leggere




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