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celine [ Noi non cambiamo mai! Né calzini, né padrone, né opinioni, oppure cambiamo troppo tardi, quando non ne vale più la pena ]
 


Blog dall'aggiornamento saltuario per avvenuta seconda paternità del titolare. 



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31 luglio 2003


Noi eravamo di Lotta Continua (2)

C'è anche il primo capitolo. Da leggere.




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31 luglio 2003


Se Pisanu si vende la Mambro

Come il governatore spagnolo durante la sommossa di Milano del 1623, ieri Beppe Pisanu, ministro dell'Interno, ha offerto ai tumultuanti i prigionieri da loro scelti per il linciaggio. Ha detto: nessuna grazia per Francesco Mambro e Valerio Fioravanti. Non solo. Li ha marchiati: «I terroristi Mambro e Fioravanti». Lo ribadirà il 2 agosto a Bologna: «Se mi sarà consentito». Applausi a sinistra, silenzio a destra. Una vergogna . Sono convinto che i parenti delle vittime possono dire ogni cosa. Se si perde un figlio o una madre poi nessuno può chiederti: sta calmo. Un ministro della Repubblica però non può dire di tutto per compiacerli. Non può sacrificare la verità per ottenere un posto d'onore nella commemorazione. Guai. Specie se i familiari dei morti, radunati in associazione, diventano un'altra cosa rispetto ai padri o figli offesi dal lutto, ma si trasformano in un'organizzazione politica, con un programma preciso, con una lista di buoni e cattivi, con la volontà orribile di usare la pena sofferta come lasciapassare morale per insultare gli avversari politici. Questo è accaduto ieri. Ci pare insopportabile il loro ricatto. Ma è stato peggio lo spettacolo di un ministro che avalla questa violenza morale. (..)

I fatti. Esce un articolo sull'Unità, in prima pagina. Giuliano Giuliani, il papà di Carlo, il ragazzo ucciso a Genova mentre aggrediva un carabiniere, scrive un articolo intitolato così: «Signor ministro, non venga a Bologna». (..) Giuliani sostiene di essere la voce di tutti i caduti nelle stragi e negli incidenti di piazza. Di questi delitti, sostiene, «la coscienza collettiva conosce gli ispiratori». La coscienza collettiva ha un nome: il suo. (..) Tutto nasce da un fatto. Il ministro Castelli - suscitando lo sdegno dei comitati sopra citati - aveva adombrato l'idea di una grazia che abbracciasse, oltre a Sofri, anche la Mambro e Fioravanti. I quali sono stati condannati sì per vari omicidi terroristici, ma anche per questa strage di Bologna. Francesca e Valerio, i lettori di Libero sanno bene chi sono. Sono persone cambiate, sono un macigno contro tentazioni di lotta armata a destra. Ma con Bologna non c'entrano nulla. Chi li conosce lo sa, chi ha visto le carte lo sa. Molta sinistra dal cuore limpido lo sa. Luigi Manconi e Pablo Echaurren, per esempio. (..)

il deputato diessino Mauro Zani lo interroga « (..) Mi sembrerebbe opportuno che il ministro dell'Interno Pisanu, qui presente, chiarisse qui ed ora, quale sia la reale e collegiale posizione del governo in ordine ad un'eventuale richiesta di grazia a Francesca Mambro ed a Valerio Fioravanti». Beppe Pisanu non si fa trovare impreparato (c'era una pastetta?). Dice: «(..) nessun esponente del governo ha mai sostenuto l'ipotesi di una grazia a favore dei terroristi Mambro e Fioravanti. Sono convinto che la minaccia del terrorismo e delle stragi incombe ancora sul nostro paese, seppure in maniera diversa rispetto agli anni di piombo. Sono ancora convinto che vi sia continuità ideologica e pratica tra vecchio e nuovo terrorismo. Penso perciò che sarebbe un tragico errore sottovalutare questa minaccia e sarebbe un errore altrettanto tragico compiere atti che avallassero questa sottovalutazione». Traduzione: Mambro e Fioravanti sono ancora terroristi, fonti di terrorismo, discorso chiuso. (..)

 

Renato Farina, Libero




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31 luglio 2003


2 agosto 1980 (2)

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, incontrando questa mattina Francesca Mambro, ha ribadito il proprio impegno politico e istituzionale a proseguire una battaglia di verità per la strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. "Occorre cercare la verità e non fabbricare capri espiatori", ha dichiarato Storace.




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31 luglio 2003


Noi eravamo di Lotta Continua

Un racconto passionale, intenso ed emozionante di Luca Sofri. Forse anche bello. Si parte dal 28 luglio 1988 giorno dell'arresto di Adriano Sofri.




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31 luglio 2003


Nuovi giri di valzer

Secondo Dagospia è pronto un nuovo rimescolamento di poltrone editoriali. Pierluigi Magnaschi, attuale direttore dell'Ansa, è pronto a subentrare a Paolo Gambescia alla guida del Messaggero. Alla Stampa invece via Marcello Sorgi e dentro Ernesto Auci, già direttore relazioni esterne Fiat, con la condirezione di Aldo Cazzullo. In fuga dal quotidiano di casa Agnelli, che va verso una sempre maggiore regionalizzazione, torna a Repubblica Federico Geremicca, mentre si muovono verso il Corriere della Sera Ugo Magri, Maria Teresa Meli e lo stesso Aldo Cazzullo, se non dovesse diventare condirettore.

Senza contare che sta tornando il tormentone Rai. 




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30 luglio 2003


Un altro anno con Controcampo

Certo se volevano affossare la Domenica Sportiva non potevano far di meglio. A condurre Giampiero Galeazzi, che ormai tartaglia più di Costanzo, e nel ruolo di spalla l'affabile Massimo Giletti




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30 luglio 2003


2 agosto 1980

E' sconcertante la voglia di appropriarsi di tutte le ingiustizie e farsene portabandiera che manifestano i movimenti no global. Ora è la volta della Strage di Bologna. La più terribile strage della storia di questo paese, su cui non si è fatta alcuna luce. Una sentenza che fa acqua da tutte le parti indica i colpevoli in Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. A mettere materialmente la bomba sarebbe stato l'allora diciassettenne Luigi Ciavardini (per cui si aspetta l'ultimo grado del Tribunale di Minori, dopo l'assoluzione in primo grado e la condanna in appello).

Alla cerimonia commemorativa di quest'anno parteciperanno anche i movimenti no global. Insieme con loro Heidi Giuliani, madre di Carlo, il ragazzo ucciso a Genova mentre cercava di assaltare una camionetta dei carabinieri. Qual è il nesso? In realtà nessuno, ma per i "movimenti", i due avvenimenti sono figli della stessa matrice fascista. Oggi in prima pagina sull'Unità, un articolo di Giuliano Giuliani, padre di Carlo, dove si chiede a Pisanu di non partecipare alla cerimonia.

p.s. Furio Colombo fino a pochi anni fa sosteneva la richiesta di revisione del processo sulla strage di Bologna non credendo alla colpevolezza dei due ex Nar (aveva aderito anche al Comitato "E se fossero innocenti?"), oggi dirige un quotidiano che negli ultimi giorni trabocca di articoli sdegnati per l'ipotesi di grazia a Mambro e Fioravanti. Ipotesi inverosimile come già ha pilatescamente affermato il ministro Pisanu.




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30 luglio 2003


Governo anemico

Nel rispondere ad una interrogazione parlamentare del diessino Mauro Zani, il ministro Pisanu ha tenuto a precisare che nessun membro del governo è intenzionato a chiedere la grazia per Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Alla larga dai fascisti.




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30 luglio 2003


Attuazione al programma

Al direttore - Se arriva il rimpasto, si nominerà il nuovo ministro per l'Attuazione del programma, vacante da un anno. Il primo giorno dovrà smaltire tutto il lavoro arretrato, poi non saprà che cazzo fare fino alla pausa pranzo.

Mattia Feltri




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30 luglio 2003


Libero on line

Il quotidiano di Vittorio Feltri ha finalmente un sito.




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29 luglio 2003


Finalmente, via Maffei

E' ufficiale sarà Paola Ferrari a condurre "90° minuto". Dopo Galeazzi e Maffei continua la risalita di quello che una volta era il programma sportivo più seguito.

 

p.s. Affinché non si dica che la notizia è incompleta, si precisa che Paola Ferrari è la moglie di Marco De Benedetti, amministratore delegato di Telecom Italia Mobile.




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29 luglio 2003


Se non bastassero le rogatorie

Secondo il Corriere della Sera, Berlusconi è ormai persuaso dalla necessità di un rimpasto dentro Forza Italia e il Governo. Punto primo riammettere Claudio Scajola, il fu Ministro degli Interni che non diede la scorta al "rompicoglioni" Marco Biagi. Con quali mansioni? Ministro per l'Attuazione del Programma. Incarico che fu in precedenza del suo successore al Viminale Beppe Pisanu e che non significa nulla. Per settembre è prevista anche la promozione di Gianfranco Miccicché, noto più che per la sua attività di Viceministro all'Economia per far accedere al Ministero un pusher. Quale dicastero per il pupillo di Dell'Utri? Non si sa.  Ma non è finita. Bocciato Gaetano Pecorella come presidente della commissione Giustizia. L'ex esponente di Soccorso rosso non è adattto al ruolo e verrà sostituito da Donato Bruno, attuale presidente della commissione affari costituzionali. Bruno, avvocato anche lui, ha guidato anche la commissione sugli incidenti avvenuti durante il G8. Al posto di Bruno, alla commissione Affari costituzionali va l'ex radicale Elio Vito, troppo irruento come capogruppo, dove servono le abilità felpate di un Ferdinando Adornato. L'ex fondatore del partito scalfariano Alleanza Democratica in realtà punta alla poltrona di sottosegretario ai Beni Culturali lasciata libera da Sgarbi.

Della serie facciamoci del male.




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22 luglio 2003


Montanelli, due anni dopo

... Mi ricevettero, molto imbarazzate, le due figliole - Alda e Lidia, credo - per dirmi che Don Benedetto aveva un gran mal di testa... «Bene - feci subito io -, non ne siano imbarazzate perché devo loro confessare che ciò mi toglie un gran peso dal cuore. L’ Incontro mi era imposto dal mio direttore, ma io non lo facevo volentieri perché ci sono tre persone, in Italia, che non desidero incontrare : il Papa, perché sarei costretto a dirne troppo bene; Togliatti, perché sarei costretto a dirne troppo male; e Benedetto Croce»...

Lettera inedita di Indro Montanelli a Gaetano Afeltra del 5 novembre 1949. (versione integrale)




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18 luglio 2003


Il caso Sofri 5

Caro Mieli, c’è un aspetto apparentemente marginale della vicenda Sofri che nessuno tratta, e allora, obtorto collo, lo facciamo noi.
A Berlino fu tenuto prigioniero fino al giorno della sua morte a 93 anni, in un carcere deserto, un nazista, Rudolph Hess. Per una specie di esorcismo collettivo, il vecchio nazista doveva rimanere in carcere per pagare le colpe commesse in 12 anni da una intera nazione.
Da qualche anno un accanimento del genere tocca a Sofri. Buona parte di quelli che si oppongono ad un provvedimento di clemenza nei suoi confronti chiedono più o meno esplicitamente che l’uomo paghi per le molte colpe dei molti che in Italia hanno predicato o praticato l’odio di classe. Le colpe ci sono sicuramente state, l’odio anche, e questo ha generato molti morti. Ma accollare il tutto a una sola persona è astruso. Era un sentimento di rappresaglia irrazionale ed insensato quello che ha portato a tenere in carcere un vecchio nazista fino al giorno della morte, è un altrettanto insensato e irrazionale spirito di rappresaglia quello che oggi porta molti a dichiararsi non soddisfatti degli otto anni di carcere fatti da un ex-comunista. Purtroppo anche l’eccesso di lodi con cui i molti e importanti amici di Sofri intervengono nel dibattito non aiutano, rendendo antipatico a molti un personaggio che in realtà ha rilevanti aspetti positivi. Tutte le fazioni sono poi parimenti irragionevoli quando dei processi gestiti dalla procura di Milano esaltano la parte fatta contro i loro nemici e demonizzano quella contro i loro amici.
Fatte comunque salve le posizioni di simpatia o antipatia, e quelle di fazione, la questione va però ridotta ai suoi termini essenziali. In carcere viene tenuto un uomo che ha scontato già buona parte della sua condanna, che non ha bisogno di essere «rieducato» perché ha mostrato e dimostrato di essere molto più equilibrato di tanti suoi amici e nemici, che accetta anzi sollecita il dialogo con i politici (cioè i rappresentanti del popolo) di tutti i colori, che non è pericoloso, e che non ripeterà mai il reato per il quale giustamente o ingiustamente è stato condannato.
Quindi viene tenuto in carcere un uomo che ai sensi della Costituzione, e del senso comune, non ha più utilità/senso che ci stia.

Valerio Fioravanti e Francesca Mambro




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17 luglio 2003


Il caso Sofri 4

Sergio Romano scrive di non avere la convinzione dell'innocenza di Sofri al di là di ogni ragionevole dubbio e che nell'atteggiamento degli "innocentisti" vedeva una sorta di "complicità generazionale". Leggendo quello che scriveva Sofri dal carcere, Romano afferma di essersi reso conto che il direttore di Lotta Continua e l'autore di quegli articoli erano due persone diverse. Come accaduto spesso ai personaggi storici a cui ha dedicato biografie.

Quindi è giusto concedere la grazia? Per Sergio Romano bisogna valutare l'impatto sull'opinione pubblica e non va dimenticato che Sofri si trova in prigione in una condizione senza eguali. "Può scrivere articoli, comunicare quotidianamente con i giornali a cui collabora, riceve frequenti visitatori, dare interviste. Lo stato lo punisce per i reati che gli sono stati imputati, ma gli garantisce contemporaneamente una condizione di cui nessun detenuto, sinora, aveva mai goduto in tale misura. Se è colpevole, questo trattamento di favore è troppo. Se è innocente, è troppo poco". Quindi? Per Romano la soluzione poteva essere quella prospettata dall'ex presidente Cossiga di un'amnistia sugli anni di piombo. La rinascita delle Brigate Rosse però, rende, per l'ambasciatore, impercorribile oggi questa strada. Quindi si possono applicare solo provvedimenti individuali.

 

Articolo scritto come sempre con lucidità e profondità di pensiero. Resta inevasa però la questione se per Sergio Romano la grazia a Sofri è auspicabile o meno.




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17 luglio 2003


Il caso Sofri 3

(..) Non voglio discutere sull'innocenza o sulla colpevolezza di Sofri.Desidero solo riflettere sul Sofri prigioniero. L'ex leader di Lotta Continua ha sopportato il carcere e le sue asperità con grande spirito di rassegnazione. Non si è mai ribellato. Non ha mai chiesto un permesso. Non ha mai domandato alcuna facilitazione, se non quella di leggere libri o scrivere per giornali, attività permesse a chi sta espiando una sentenza definitiva. Insomma Sofri è un detenuto modello. Se è colpevole ha dato ampia dimostrazione di essersi ravveduto. Se è stato un cattivo maestro, come dicono alcuni, ha dato in questi anni un forte contributo di razionalità a una generazione che ne ha avuta poca. Se è stato forse, nel lontano '68, un cultore della violenza delle masse, ha offerto a chi lo ha ascoltato e a chi lo ha letto ampie riflessioni di segno contrario. (..)

 

Carlo Rossella sul numero di domani di Panorama




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17 luglio 2003


Il caso Sofri 2

Il reggente nazionale di Azione Giovani, movimento giovanile di An, Francesco Grillo ha dichiarato: "L'unico posto dove deve stare un assassino è il carcere. Chiusa è per noi la polemica sul caso Sofri"

 

Sarebbe auspicabile che An e Azione Giovani si mostrassero integerrimi verso i tangentocrati e chi falsa i bilanci. Come ha detto Giano Accame, è un peccato che tutte le volte che si parla di permessi per Mambro o Baraldini, An gridi allo scandalo.




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17 luglio 2003


George Clooney Football Club

Sembrerebbe la classica bufala. Comunque, per chi vuol saperne di più.




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15 luglio 2003


Paolo Mieli vs Enrico Deaglio

Lei, , caro Mieli, mi ha chiesto gentilmente di comunicare ai lettori di Diario che la previsione pubblicata sul settimanale nel marzo scorso sulla guerra in Iraq («centomila morti al minimo, quattrocentomila al peggio») era infondata. Lo faccio volentieri. Ricordo però che si trattava di un'elaborazione matematica basata sull'assunto di una guerra di 54 settimane, uso di armi chimiche, difesa di Bagdad, tutte cose che allora erano date per possibili, se non probabili. Come si sa, la guerra ha avuto un andamento molto diverso (..) Per quanto riguarda Cassandra, che lei identifica come una antipatica profetessa di sventure («Le moltissime Cassandre italiane che si avventurarono nella profezia vietnamita»), quella giovane principessa troiana in realtà ebbe sempre ragione: non approvò la permanenza di Elena a Troia e supplicò i concittadini di non fare entrare il cavallo in città. Io la chiamerei per un briefing alla Casa Bianca, la Cassandra. Ma la Condoleezza Rice non vuole, le sta antipatica.
Enrico Deaglio - Milano

Caro Deaglio, la ringrazio per la sua messa a punto in merito alla (errata ancorché assai diffusa) previsione di un Vietnam iracheno. Lei dice che l’ «elaborazione matematica», invero assai pessimista, delle Cassandre collaboratrici del Diario si basava sulla previsione di un conflitto della durata di 54 settimane. Ma l’amministrazione Bush aveva annunciato che la guerra si sarebbe protratta per un lasso di tempo che andava da un minimo di tre settimane a tre mesi. Che senso aveva, allora, far calcoli su un periodo di oltre un anno? In base a quella logica, si sarebbe potuto prefigurare un confronto armato di 540 settimane e prospettare un lutto di tre o quattro milioni di morti. O di 5.400 settimane e prevedere morti nell’ordine delle decine di milioni...
Quanto al resto, Barbara Spinelli, pur ipercritica nei confronti di Bush, ha scritto che « è vero, le armi di distruzione di massa non sono state scoperte in Iraq, ma in cambio sono state trovate le fosse di distruzione di massa». E in effetti sono state rinvenute sessantacinque «fosse di distruzione di massa» con i resti di oltre trecentomila oppositori di Saddam Hussein (eccoli qui i morti a centinaia di migliaia).
(...) Sulla Cassandra di Omero, Eschilo e Virgilio (ma solo su quella), invece, sono d’accordo con lei.




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14 luglio 2003


La genialità barocca di Valerio Festi

Acrobazie di crisalidi, velieri sospesi, eteree danze in aria, corteggiamento volante, mimiche sensuali di dame settecentesche, erotica sinuosità di una ballerina in una goccia d'acqua. Per finire, concerto per fuochi d'artificio.

Villa Borghese, 13 luglio 2003 centenario della cessione alla città di Roma del polmone verde della capitale.

 

(Informazioni sul genio)



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