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celine [ Noi non cambiamo mai! Né calzini, né padrone, né opinioni, oppure cambiamo troppo tardi, quando non ne vale più la pena ]
 


Blog dall'aggiornamento saltuario per avvenuta seconda paternità del titolare. 



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29 ottobre 2004


Parole che scaldano il cuore

Arriveremo a toccare le stelle

Dejan Stankovic

(ma c’è anche un altro nerazzurro che pensa a fare l’olio, tra un consiglio comunale e una panchina)




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28 ottobre 2004


Cercasi commissario disperatamente

Premesso che la scelta del Rocco nazionale non è stata delle più felici (non basta essere colti per fare politica, a volte non è necessario), il governo farebbe bene a pensare ad un sostituto. La soluzione migliore sarebbe tornare a bussare alla porta del prof. Monti. “E’ permesso? Professore ci scusi tanto c’eravamo sbagliati…” Ma l’orgoglio del Cav non lo consente. Adinolfi snocciola i possibili sostituti: Giulio Tremonti, Franco Frattini, Emma Bonino e Gianni De Michelis.

Tremonti: se veramente, come dice Mario, vuole fare l’erede di Bossi non gli conviene

Frattini: poca personalità, al Cav. va bene fargli fare il ministro di facciata e tenere l’interim della Farnesina

Bonino: improponibile. Il ruolo di commissario è una carta da giocare al tavolo con gli alleati e farla pesare. Un tecnico è fuori discussione.

De Michelis: francamente è insopportabile e la sua candidatura non farebbe che alzare le pretese degli alleati. “Al Psi hai dato un posto in Europa, a me quello di segretario generale dell’Onu!” chiederebbe l’ambizioso Baccini dell’Udc.

Non resta che una soluzione: Cav. commissario ad interim. Deleghe: look, bandane e corna. Grasse risate a Bruxelles




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27 ottobre 2004


6 a 1

Ottimo il risultato del centrosinistra, ha vinto in sei collegi perdendo solo a Ischia dove è stato eletto D'Antoni.

 

Jena, il manifesto




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21 ottobre 2004


Feltri

Dall’intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Dino Risi su Corriere della Sera Magazine:


Una volta il Giornale scrisse che eri morto

“Dieci anni fa. Feltri mi telefonò per chiedermi scusa. Mi disse “Io sono un suo grande ammiratore, non dimenticherò mai Mani sulla città”. “Ma no! Io sono Risi. Quello è Rosi”. “Ah, mi scusi allora”


 (Questo mi ricorda un aneddotto un’altra mitica gaffe del direttore di Libero. Quando era a capo del Borghese gli venne segnalato che Rino Camilleri desiderava collaborare con il settimane. Lui tutto baldanzoso gridò per tutta la redazione per la preziosa collaborazione dell’autore di Montalbano. Finché non gli si fece notare che quello è Andrea Camilleri, non Rino)




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19 ottobre 2004


No parenti, please

Oggi su Libero Francesca Buttiglione, figlia di Rocco, interviene in difesa del padre. Mio padre mi ha insegnato… mio padre non voleva dire… mio padre è bravo e buono… Cosa aspettarsi del resto? Che una figlia difenda il padre è naturale e nobile. Il problema a mio avviso è un altro. Chi se ne frega? Perché giornali e tv devono sempre cercare la testimonianza inutile e ovvia del congiunto. Si arriva all’estremo quando muore una personalità di attribuire agli eredi le qualità del deceduto. Così bisogna intervistare Assunta Almirante sulla destra, Olga D’Antona sul mercato del lavoro, Maria Falcone sulla mafia. Diversi mesi fa su questa questione Céline inviò un paio di mail a Paolo Franchi e Filippo Ceccarelli, due dei più brillanti notisti politici. Ecco le lettere e le illustri risposte:

 

Egregio sig. Franchi,

ho letto il suo editoriale oggi sul Corriere della Sera e l'ho trovato interessante. Mi permetta però di esprimerle un appunto quale rappresentante della categoria degli operatori dell'informazione. Sicuramente è singolare che D'Alema e Violante sgomitino per accreditare la vedova Almirante a notista politico. Però l'errore è proprio dei giornalisti che tendono a riversare sul congiunto di una personalità deceduta, le virtù di chi fu. 

Capisco quando l'intervista verte sui ricordi inediti, su quella volta che si comportò in tal modo o che pensò per un attimo di fare talaltra cosa. Ma che senso ha intervistare oggi Assunta Almirante per chiederle cosa "avrebbe" fatto e pensato oggi il marito? Improvvisamente questa donna che avrà amato alla follia il marito (nessuno ne dubita) acquisisce la stessa capacità di analisi del congiunto. E' un errore che si fa spesso. Maria Falcone è diventata per i giornali un'esperta di mafia più di Caselli. La signora Olga D'Antona - di cui rispetto il dolore di vedova - è stata candidata dai Ds solo perché vedova del consulente di Bassolino. E' assurdo. (Non so se ha mai sentito parlare l'on. D'Antona, ma i suoi discorsi sono imbarazzanti per pochezza politica e vacuità delle idee).

 Non crede che i professionisti dell'informazione dovrebbero fare un esame di coscienza su questo.

Cordialmente

Louis Ferdinand Céline

 

ha perfettamente ragione, e non solo (né, forse, soprattutto) a proposito della signora Almirante.

 

Egr. sig. Ceccarelli,

perché accreditare a ruolo politico i congiunti di chi non c'è più? Non è provinciale? La stessa analisi  l'avevo sottoposta al dr. Franchi del Corriere della sera, che ne aveva convenuto. Gradirei conoscere anche la sua opinione

Louis Ferdinand Céline

 

Caro Céline,

le direi che la politica ha (almeno) due dimensioni. Una è quella razionale cui mi pare che lei faccia stretto riferimento. E in questa, non c'è dubbio, i parenti dei congiunti, oltretutto morti, non solo non hanno alcuna parte, ma nemmeno ce la devono avere. Vedi la lettera che lei ha scritto a Franchi e assai più concisamente a me. Però io credo che la politica abbia anche una seconda dimensione. Questa seconda è aperta a un sacco di roba che con la stretta razionalità non  ha nulla a che fare. Dentro ci sono i sogni inconsapevoli e le passioni latenti; ci sono le emozioni, le evocazioni e le invocazioni; c'è la magia, c'è l'antropologia; ci sono i fantasmi, e pensi a Mussolini, a Moro, a Berlinguer, a Craxi. E lei vuole che in questa seconda dimensione non c'entrino le vedove e i parenti? Certo, che c'entrano. Anche perché non siamo noi a distribuire i biglietti di entrata. E forse è meglio così.

A questa seconda dimensione mi riferivo io nell'articolo su donna Assunta Almirante e Alessandra Mussolini.

Grazie per l'interesse e saluti,

Filippo Ceccarelli



 




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8 ottobre 2004


Badessa

Lucia Annunziata rivolta a Sabina Guzzanti: «Mi hai dipinto come una che parla napoletano, ha gli occhi storti e non conta un c...».

Ci ho pensato e ripensato, ma non riesco a scorgere la differenza tra dipinto e realtà




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