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Travaglio vs Guzzanti

Marco Travaglio per l'Unità

In uno degli articoli che ogni tanto il Giornale gli pubblica per pietà cristiana, il senatore italoforzuto Paolo Guzzanti se la prende con l’autore di questa rubrica, reo di avergli ricordato “di essere stato un giornalista di Repubblica ai tempi delle vicende Sme e Lodo Mondadori, dunque un dipendente di De Benedetti”. Circostanza a suo dire falsa, in quanto “io all’epoca di quei fatti non ero affatto a Repubblica, ma alla Stampa, apertamente schierato con il presidente Cossiga, bersaglio dell’attacco dei giornali di De Benedetti”. Dunque, chi scrive sarebbe “un esemplare perfetto della scuola del nuovo giornalismo che usa la bugia come mazza ferrata”. Come dubitare della parola di Guzzanti, a proposito della carriera di Guzzanti? Se lui giura che non stava più a Repubblica, c’è da credergli, salvo immaginare che menta anche sulla propria biografia o non ricordi più quel che fa. (…)Due le risposte possibili. 1) Guzzanti, nonostante l’età, s’è iscritto alla “scuola del nuovo giornalismo che usa la bugia come mazza ferrata”. 2) Guzzanti è un po’ come Picasso: dal periodo rosa, durato una ventina d’anni, è passato disinvoltamente al periodo azzurro, in concomitanza con la “discesa in campo” del Cavaliere. Ma senza traumi interiori: a ogni reincarnazione, infatti, rimuove la precedente. Dal 1994, festeggia i compleanni insieme a Forza Italia. E crede di avere 9 anni. 

Pubblicato il 9/5/2003 alle 12.6 nella rubrica duelli.

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