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Beppe Severgnini risponde a Giuliano Ferrara

Beppe Severgnini su Italians risponde a Giuliano Ferrara, che in una puntata di "Otto e mezzo" aveva ironizzato sul fatto che sul Corriere della Sera scrive di macchine in doppia fila, mentre per l'Economist (di cui è corrispondente) scrive di politica.

Primo: gli editoriali vengono scritti sempre a Londra (e "Unfit to lead Europe" è un editoriale). Secondo: il sottoscritto ha molto ridotto le sue corrispondenze dall'Italia, suggerendo all'"Economist" di trovarsi un corrispondente a tempo pieno (è in arrivo), perchè il nostro Paese è ormai troppo importante e complesso per occuparsene part-time. Terzo: delle faccende giudiziarie del nostro Presidente del Consiglio non scrivo da almeno due anni; se ne occupano altri. E sai perché? Perchè - come italiano - sento il mio personale conflitto d'interessi; e capisco come il tradizionale anonimato del giornale - che è tradizionale, non lo cambio certo io - possa dar adito a illazioni o, peggio, ad accuse vigliacche ("Tira il sasso e nasconde la mano!"). Non è il caso di Ferrara, che dovrebbe sapere come stanno le cose. Ma altri, nel campo berlusconiano, non si sono fatti scrupoli.
Punto quattro: non è strano che io, in questi anni, mi sia occupato di politica sull'Economist e d'altre cose sul Corriere: semplicemente, i due giornali mi chiedono di fare cose diverse (non più o meno importanti: diverse). E io, giocatore disciplinato di due grandi squadre, ho fatto quello che dicevano gli allenatori

Pubblicato il 10/5/2003 alle 14.17 nella rubrica duelli.

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