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Scacchi, assolto torinese accusato di "doping informatico"

Dopo quasi un anno e cinque mesi è stata archiviata la pratica relativa a Renato Scarenzio, il maestro torinese accusato di aver utilizzato un computer palmare per aiutarsi nelle analisi durante le proprie partite all'open di Nizza (Francia) nel dicembre 2001. Il 13 maggio la Fsi ha trasmesso a Scarenzio il provvedimento del procuratore federale, datato 12 maggio 2003, con il quale lo stesso ha deciso l'archiviazione della pratica, al termine delle indagini di propria competenza. A denunciare Scarenzio, ora 64enne, era stato il direttore di gara del torneo, l'arbitro francese Eric Mouret, che all'epoca dei fatti aveva dichiarato al quotidiano "La Stampa": "Era la prima volta che vedevo una cosa simile. Il concorrente aveva un'impermeabile sulle ginocchia e di tanto in tanto infilava la mano nella tasca dell'indumento. Quando l'ha tirata fuori ho potuto chiaramente distinguere una piccola apparecchiatura". In un'intervista a Torre & Cavallo-Scacco Scarenzio aveva replicato che il palmare era spento e "riposto in una tasca del giaccone". (Messaggerie Scacchistiche)

Pubblicato il 25/5/2003 alle 18.11 nella rubrica échecs.

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