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Costanzo è uno stronzo

Lettera del lettore Giorgio Bellocci, di Milano a Sette del Corriere della Sera


Come era prevedibile, l'intervista di Claudio Sabelli Fioretti ad Antonio Ricci (Sette n. 20) rappresenta un esempio di calcolato «cerchiobottismo». AIludo alle risposte di Ricci: uno schiaffo a Emilio Fede, uno a Furio Colombo, una pesante ironia su Schifani, un'accusa a Veltroni eccetera. Anche su Bruno Vespa Ricci non si risparmia. E mi colpisce che Sabelli Fioretti, per stimolare Ricci, arrivi a paragonare Vespa ad Anna La Rosa! Curiosamente, nella panoramica di nomi messi alla berlina da Ricci manca Maurizio Costanzo, il diretto rivale, in termini di palinsesto, di Vespa. La dimenticanza chiama in causa anche Sabelli Fioretti, che, probabilmente, bene conosce la natura di Ricci: professionista che si dichiara «fuori dal coro», ma in realtà assolutamente dentro al sistema; e legittimamente orgoglioso degli ascolti di Striscia la notizia. E, soprattutto, professionista a libro paga di un'azienda dove Maurizio Costanzo conta ancora molto.


Risponde Antonio Ricci
Caro Bellocci, mi sono limitato a rispondere sommessamente alle domande che il giornalista mi ha posto. C'è però un «cerchiobottismo» assolutamente sano: quando riesci a far arrabbiare tutti. E vero che il giornalista non mi ha chiesto di Costanzo. Rimedio subito: Costanzo è uno stronzo, un mafioso e un perverso poliforme. La settimana scorsa durante il suo show ha baciato un sieropositivo: il sieropositivo è ancora vivo. Incredibile! Spero di averla resa felice, facendole presente però che io non sono un professionista, ma un dilettante a capo di un'azienda, la mia, che ha a libro paga anche Mediaset. Baciandola affettuosamente, le rivolgo un monitor, quello di Mediaset.
Antonio Ricci

Risponde Claudio Sabelli Fioretti

Come al solito, Ricci si diverte a rovesciare la realtà. E anche nell'insulto è paradossale. Visto che avevo fatto bene a non chiedergli di Costanzo?

Pubblicato il 29/5/2003 alle 21.56 nella rubrica tv.

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