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Oggi il genio è un uomo calvo, atticciato, il ventre prominente. Vive da solo in un sobborgo di Cambridge, occultato dietro camicie stazzonate e pantaloni mai stirati. Lo sguardo racconta una mitezza assorta, gli occhi fissi a terra di chi cammina sul ciglio di un abisso: Ha passato quarant'anni ad annullarsi, Syd Barrett: nessun ricordo dei Pink Floyd, che pure ha creato lui, nessuna consapevolezza d'una genialità che legioni di musicisti cercano da tre decenni di imitare, e alla quale si continuano a tributare omaggi che non lo raggiungono. Non da quando la schizofrenia si è appropriata delle sua mente e lo ha imprigionato nella rapace routine della solitudine.

Come un alter ego di JD Salinger è solo a qualche immagine di frodo che s'affida il profilo devastato di Barrett, passato al silenzio dopo aver bruciato in pochi anni, come John Keats e Arthur Rimbaud, un talento miracoloso....

 

(Cesare G. Romana "Fondò i Pink Floyd ora non sa chi sono", il Giornale 7 luglio 2003)

Pubblicato il 7/7/2003 alle 15.35 nella rubrica edicola.

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