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Le pagelle del governo (24)

Vice Presidente del Consiglio

Gianfranco Fini (An)

Non è mai stato stakanovista. Ama i tempi lenti e l'arte della dialettica, dove eccelle. Ha trovato il posto ideale per lui. Incarico onorifico. . In un impeto di attivismo si è ritagliato il posto alla Convenzione Europea. C'è chi dice che sogni la Farnesina: mille viaggi, mille nastri da tagliare, mille discorsi inaugurali da fare. Alla Convenzione ha iniziato ad esercitarsi: "bonjour monsieur Raffarin, good morning mr. Blair, auf Wiedersehen herr Schroeder, adiós señor Aznar". Unico suo obiettivo alla Convenzione: l'assurdo preambolo alle radici cristiane (venghino democristiani, venghino). Insofferente al partito, se ne estrae completamente. Dentro An ormai conta di più Donato La Morte di Fini. Nella compagine governativa ha assunto il ruolo del "fregnone" che a malincuore accetta tutti i diktat della Lega, assumendo aria truce stile "ora vedrete". Scatto d'ira che sfuma in una settimana (vedi l'ormai celeberrima cabina di regia). Incapace persino a lottizzare. Da ricordare: l'inopportuna presenza dentro la questura di Genova durante il G8.

Voto: 4

Colonna sonora: Qua qua quando (Francesco Baccini)

Pubblicato il 4/9/2003 alle 15.59 nella rubrica politique.

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